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Case study: Automud, da Excel e chat a un gestionale che traccia ogni pratica

Pratiche sparse tra Excel e chat, follow-up affidati alla memoria, campagne senza numeri. Ecco come un gestionale su misura ha dato ad Automud il controllo del suo processo.

21 luglio 2026 2 min di lettura
Case study Digitalizzazione Automotive
Reda Charf

Reda Charf

Software developer freelance · .NET & sistemi industriali

Il contesto

Automud acquista veicoli. Ogni pratica parte da un lead — una persona che vuole vendere la propria auto — e attraversa valutazioni, documenti, appuntamenti e trattative prima di chiudersi con l’acquisto. Moltiplicando per decine di pratiche in parallelo, il processo diventa il vero prodotto dell’azienda: se il processo perde pezzi, l’azienda perde acquisti.

Il problema

Il processo viveva tra Excel, chat e memoria delle persone. Funzionava, finché i volumi erano piccoli; crescendo, i limiti sono diventati costi concreti:

  • Nessuna visibilità d’insieme: quante pratiche erano aperte? A che punto era ciascuna? Chi la stava seguendo? Rispondere richiedeva chiedere in giro.
  • Follow-up affidati alla memoria: un lead non richiamato al momento giusto è un’auto comprata da qualcun altro.
  • Campagne al buio: l’azienda investiva in campagne social, ma il collegamento tra spesa pubblicitaria e acquisti effettivi non era misurabile in modo affidabile.

Cosa ho costruito

Ho sviluppato un gestionale web che segue ogni pratica dal primo contatto alla chiusura:

  • Workflow a stati: ogni pratica ha uno stato esplicito e una storia tracciata. Niente più “a che punto siamo?” — lo dice il sistema.
  • Dashboard operative: il quadro delle pratiche aperte, dei follow-up in scadenza e del carico di lavoro del team, in tempo reale.
  • Comunicazioni integrate: i contatti con il cliente vivono dentro la pratica, non in chat personali.
  • Moduli analytics: le campagne vengono lette rispetto alle acquisizioni effettive, così le decisioni su budget e canali si prendono sui numeri del processo, non sulle impressioni.

Le scelte tecniche

Frontend in React con Vite, backend in .NET Minimal API, dati su Azure SQL Database, elaborazioni asincrone con Azure Functions e deploy containerizzato con Docker. Un’architettura volutamente lineare: ogni componente fa una cosa chiara, e il sistema resta comprensibile e manutenibile anche quando il business chiede modifiche — cosa che con un processo vivo succede di continuo.

Il risultato

Excel e chat sono usciti dal processo. Ogni pratica è tracciata dal primo contatto alla chiusura, i follow-up non dipendono più dalla memoria di nessuno, e la direzione legge le performance del processo — e delle campagne che lo alimentano — direttamente dal sistema.


Anche il tuo processo vive tra Excel e chat? Scrivimi: la prima call è gratuita, 30 minuti in cui mi racconti come lavora la tua azienda e ti dico se e come posso aiutarti.

Argomenti trattati

#Case study #Digitalizzazione #Automotive
Reda Charf

Reda Charf

Software developer freelance

Scrivo software da quasi un decennio, e ho imparato che la parte difficile non è far funzionare qualcosa una volta, ma farlo durare. Lavoro fianco a fianco con le aziende per costruire sistemi pensati per il mondo reale: solidi quando il carico cresce e i requisiti cambiano, e facili da mantenere anche dopo anni.

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